Nuove agevolazioni per il rientro dei cervelli in Italia

Dal 1° gennaio 2020 aumenteranno le agevolazioni per i lavoratori, i docenti ed i ricercatori che riporteranno la loro residenza in Italia: con il Decreto crescita 2019 sono stati potenziati i rispettivi regimi fiscali di favore e semplificate le procedure di accesso.

NEWS SOCI

Andersen Tax & Legal analizza le principali novità rispetto al passato e le differenze con la disciplina di cui al D. Lgs. 147/2015.

Il D.L. “crescita” approvato lo scorso 4 aprile, ha apportato significative modifiche alla disciplina per il rimpatrio di lavoratori, ricercatori e docenti. Le modifiche all’art. 16 del D. Lgs. 147/2015 (che regola il regime del rientro dei lavoratori), sono di rilevante impatto poiché potenziano l’attuale scenario normativo, introducendo incentivi per l’attrazione del capitale umano nonché per il suo radicamento nel territorio italiano.
Si analizzano di seguito le principali differenze tra la precedente normativa – in vigore dal 01/01/2017 – e quella introdotta dal c.d. Decreto “salvo intese”, con riguardo ai soggetti che dall’anno 2020 trasferiscono la loro residenza in Italia ai sensi dell’art 2 del TUIR.

Art. 16 D. Lgs. 147/2015 – 2017 

Tipologia di reddito
Redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo.
Riduzione dell’imponibile del 50%
Il reddito di cui sopra, prodotto in Italia dai soggetti che trasferiscono la residenza in Italia, concorre alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 50% del suo ammontare, al ricorrere di talune condizioni.

Condizioni di accesso al regime
1) I lavoratori non sono stati residenti in Italia nei cinque periodi di imposta precedenti il trasferimento e si impegnano a restare in Italia per almeno 2 anni;
2) L’attività lavorativa viene svolta presso un’impresa residente nel territorio dello Stato in forza di un rapporto di lavoro instaurato con questa o con società che direttamente o indirettamente controllano la medesima impresa, ne sono controllare o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa;
3) L’attività lavorativa è prestata prevalentemente in Italia;
4) I lavoratori rivestono ruoli direttivi ovvero sono in possesso di requisiti di elevata qualificazione o specializzazione.

Validità del regime
A decorrere dal periodo di imposta in cui è avvenuto il trasferimento della residenza e per i quattro periodi successivi.

Art. 16 D. Lgs. 147/2015 – 2020

Tipologia di reddito

Redditi di lavoro dipendente, redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e i redditi di lavoro autonomo.
Estensione del regime anche ai lavoratori che avviano un’attività di impresa a partire dal periodo d’imposta in corso al 01/01/2020.
Riduzione dell’imponibile del 70%
Il reddito di cui sopra, prodotto in Italia dai soggetti che trasferiscono la residenza in Italia, concorre alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 30% del suo ammontare, al ricorrere di talune condizioni.

Condizioni di accesso al regime
1) I lavoratori non sono stati residenti in Italia nei due periodi di imposta precedenti il trasferimento e si impegnano a restare in Italia per almeno 2 anni;
2) L’attività lavorativa è prestata prevalentemente in Italia.
Validità del regime
A decorrere dal periodo di imposta in cui è avvenuto il trasferimento della residenza e per i quattro periodi successivi.

È inoltre prevista un’estensione del regime per ulteriori cinque periodi di imposta:
– con una riduzione dell’imponibile del 50% per i lavoratori con almeno un figlio o minorenne o a carico o nel caso in cui i lavoratori diventino proprietari di almeno un’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia, successivamente al trasferimento in Italia o nei dodici mesi precedenti al trasferimento;
– con una riduzione dell’imponibile del 10% per i lavoratori con almeno tre figli minorenni o a carico e per i soggetti che trasferiscono la loro residenza nel Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia).

Per quanto concerne, invece, le agevolazioni previste per docenti e ricercatori ai sensi dell’art. 44 del D. L. 78/2010, il legislatore ha previsto per coloro che trasferiscono la residenza in Italia dal 2020 i) l’incremento a sei anni del regime agevolato e ii) il prolungamento della durata del regime a otto, undici e tredici anni in presenza di particolari condizioni.

Da ultimo, si segnala che, con riguardo sia ai soggetti che possono accedere al regime agevolato di cui all’art. 16, sia ai docenti ed ai ricercatori che accedono al regime di cui al suddetto art. 44, la nuova formulazione della norma prevedere che possano accedervi anche i soggetti non iscritti all’AIRE, rientrati in Italia a decorrere dal 01/01/2020, purché nei due periodi di imposta antecedenti il trasferimento abbiano avuto la residenza in un altro Stato ai sensi di una convenzione contro le doppie imposizioni sui redditi. Per i soggetti non iscritti all’AIRE già rientrati al 31/12/2019, restano applicabili le disposizioni normative previgenti (in vigore al 31/12/2018).


Via Cesare Cantù 1 - 20123 Milano - Italia