Successo straordinario per l'evento "VacciNation" organizzato da AmCham Italy con il supporto dei Soci Deloitte, IQVIA e Weber Shandwick

Un panel d'eccezione, il Ministro Giorgetti e il Prof. Locatelli insieme per raccontare cosa succederà nei prossimi mesi in merito alla campagna vaccinale.

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Si è parlato di collaborazione tra industria farmaceutica e istituzioni, di speranza per il futuro e di ciò che concretamente accadrà nei prossimi mesi, durante il webinar "VacciNation - How to win the vaccines' race" tenutosi ieri in dirtetta sul canale YouTube di AmCham e sul suo profilio Facebook.

Un evento al quale, oltre agli ospiti d'onore come il Prof. Franco Locatelli, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, il Ministro dello Sviluppo Economico, On.Giancarlo Giorgetti, Thomas D. Smitham, Chargé d'Affaires ad interim della U.S. Embassy to Italy, Antonio Parenti, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, hanno preso parte anche alcuni dei principali manager dell'industria farmaceutica italiana e internazionale: Riccardo Baccheschi, Presidente e AD di AchilleS Vaccines, Paivi Kerkola, Presidente e AD di Pfizer Italia, Carlo Rosa, AD e Direttore Generale di DiaSorin, Lorenzo Wittum, AD di Astrazeneca in Italia e Massimo Scaccabarozzi, Presidente di Farmindustria. Filo conduttore, la collaborazione tra istituzioni e industria del farmaco (in Italia al Mise è stato allestito un tavolo permanente per avviare il prima possibile la produzione di vaccini in Italia), quintessenza della lotta alla pandemia.

La corsa italiana al vaccino contro il Covid-19 si gioca fra Europa e Stati Uniti. "Il mondo in cui viviamo, di libertà e democrazia, è in grado di vincere la sfida della pandemia - ha affermato il Ministro Giorgetti - quello che è accaduto ha messo a dura prova il sistema delle libertà, di una libera informazione, di un modello pluralista di partnership. Questo sistema è comunque preferibile al sistema totalitario, dove il lockdown è più semplice, si possono somministrare i vaccini per vie dirette senza passare per il sindacato della scienza o dell'opinione pubblica".

Per lo stesso Scaccabarozzi. "Il tavolo al Mise è partito meno di un mese fa e ci sono già delle realtà produttive disponibili. So che ci sono contatti diretti giornalieri con il governo, le cose vanno avanti speditamente. E questo nonostante la produzione di un vaccino sia un processo assai complesso". Non tutti, infatti, "hanno i macchinari appositi. Noi stiamo facendo sotto la guida del Mise un progetto strategico per far sì che l'Italia possa dare il suo contributo nella produzione di vaccini attualmente disponibili. Stiamo facendo uno scouting sulle aziende italiane, sia per i vaccini che per produrre i macchinari necessari. Non si risolve la fornitura di vaccini il mese prossimo, ma è giusto che anche il nostro Paese possa dare un contributo".

Il presidente di Farmindustria ha poi provato a tracciare una rotta. "Sono già partiti alcuni contratti, un primo contratto è stato già firmato, è un tavolo che sta lavorando nell'interesse di tutti: come ha detto il ministro dello Sviluppo Economico Giorgetti non è un problema politico né industriale ma di salute. Stiamo per mettere in contatto queste aziende con i produttori dei vaccini, l'Italia ha tutte le carte in regola".

Wittum di AstraZeneca ha sollevato un tema se possibile ancora più delicato, quello della fiducia verso l'operato delle case farmaceutiche. "Il tema della fiducia mi preoccupa davvero molto, è essenziale focalizzarsi davvero sulla scienza e sui dati. I protocolli dei nostri studi in Europa e Usa erano per una vaccinazione universale, senza limiti d'età sopra i 18 anni e così sono state le approvazioni del vaccino anti-Covid da parte di Ema in Europa e quella della Gran Bretagna. E ora siamo in procinto di fare la sottomissione negli Usa per l'ok".

Una tabella di marcia, indicativa anch'essa dell'enorme sforzo intrapreso dalle case farmaceutiche, è arrivata anche da Kerkola, numero uno di Pfizer Italia. "Pfizer ha autofinanziato per oltre 2 miliardi di dollari, a proprio rischio, i trial del vaccino e la preparazione della catena produttiva. Questo ultimo aspetto significa che non hai una approvazione per quel farmaco, che non sai se il vaccino funzionerà mai, ma che comunque utilizzi risorse e tempo a tuo rischio per prepararti. Sappiamo che la corsa di Covid continua e che potremmo dover ottimizzare ulteriormente i vaccini. Riguardo alle varianti, le ricerche continuano".

Collaborazione, fiducia, investimenti... e tempismo. Perché, come indicato da Baccheschi, occorre che il vaccino prevenga l'ospedalizzazione del paziente. Insomma, vaccinarsi per evitare di essere ricoverati, in caso di complicazioni. "A giugno dello scorso anno abbiamo depositato un brevetto. Ci aspettiamo la fine della fase clinica entro il 20 di aprile, contiamo di aprire la fase 2 e 3 entro la metà di maggio, servirà un altro mese per poi avere un'autorizzazione emergenziale. I vaccini sono prodotti che hanno dimostrato una efficacia importante nell'ospedalizzazione, la nostra sfida è però neutralizzare il virus nelle fasi iniziali della malattia", ha chiarito il manager di AchilleS.

Anche Rosa di Diasorin ha puntato sulla diagnostica. "Se un anno fa ci avessero detto che al parcheggio Esselunga uno poteva fare della diagnostica, sarebbe stato impensabile. C'è un aspetto legato alla sfida tecnologica decisivo. Lo sforzo del legislatore, oggi è individuare come questa diagnostica possa essere capitalizzata". Insomma, politica, oltre che scienza.

Più di 250 persone collegate per un evento unico, per cui si ringraziano gli Sponsor Deoitte, IQVIA e Weber Shandwick.

 


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