Libero Quotidiano: Intervista a Simone Crolla

Il legame Italia-USA, gli aiuti americani al Paese, le donazioni delle multinazionali USA per supportare il sistema sanitario nazionale in difficoltà e le decisioni dell'amministrazione Trump.

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Dal blog di Libero Quotidiano

 

Simone Crolla, che sensazioni ha sul momento di difficoltà che il nostro Paese e gli Stati Uniti stanno attraversando?

Nulla sarà più come prima, come ha di recente detto anche Henry Kissinger, ex Segretario di Stato e consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti durante le presidenze Nixon e Ford. Penso sia proprio così: nessun Paese potrà attenersi all'agenda decisa solo tre mesi fa. Questa crisi deve rappresentare l'opportunità per accelerare le nostre strategie geopolitiche e rinsaldare la partnership con gli USA, sia a livello nazionale che europeo.

Gli Stati Uniti sembrano aver dato attenzione all'Italia dopo gli aiuti di Cina, Russia e, addirittura, Cuba. È davvero così?

Assolutamente no. Seppur duramente colpiti dalla pandemia, gli USA hanno dimostrato la loro vicinanza e solidarietà sin dal primo momento, senza però fare rumore, a prescindere dalla narrativa di altri Paesi. Non è sufficiente qualche aiuto,ben accetto ovviamente nell'attuale condizione, a sostituire un'alleanza e un'amicizia che, fin dal secondo dopoguerra, ha garantito la nostra prosperità e stabilità, aiutandoci, grazie al Piano Marshall, a ricostruire i pilastri della nostra economia. Ciò che questo sodalizio ci ha lasciato, va al di là del semplice benessere economico: mi riferisco soprattutto ai valori, quelli su cui abbiamo basato la piena rinascita del Paese.Ed è per questo motivo che, anche in quest'emergenza, gli Stati Uniti, nel silenzio e nell'operosità di cui sono capaci, si stanno mostrando come i nostri più cari amici. A partire dall'Amministrazione Trump che, attraverso lo straordinario contributo dell'Ambasciatore Eisenberg, ha dimostrato un grande affiatamento nei nostri
confronti, grazie anche al fondamentale e prezioso lavoro svolto dal nostro Ambasciatore negli USA, Armando Varricchio.

Può farci qualche esempio?

Il governo americano, nonostante l'emergenza abbia rapidamente preso piede anche "in casa", ha recentemente approvato un massiccio piano di assistenza per il nostro Paese, attraverso il Memorandum firmato dal Presidente Trump il 10 aprile.Un'operazione di solidarietà che garantirà supporto economico per 100 milioni di dollari, includendo i 50 milioni provenienti dall'USAID, l'Agenzia per lo sviluppo internazionale, che, anche grazie alla nostra mediazione, saranno destinati a societàcivile e partner non governativi, oltre che al settore privato per la ricerca e la produzione di terapie, vaccini e attrezzature mediche relative all'emergenza sanitaria.Non dimentichiamoci inoltre delle iniziative da parte di EUCOM e dell'Ambasciata USA in Italia, e non da ultimo, grazie al coordinamento di AmCham, delle importanti donazioni economiche, di prodotti farmaceutici e medical devices da parte di tutte le corporate americane. Degli oltre 32 milioni di euro raccolti ad oggi, dobbiamo essere grati ad aziende quali Coca Cola, McDonald's, Walgreens Boots Alliance, Mail Boxes Etc., Bank of America, BlackRock, Citibank, HPE, IBM, Microsoft, oppure Eli Lilly,Pfizer, Gilead e Merck, per citarne alcune e senza privilegiare nessuno, che con le donazioni di medicinali gratuiti consentiranno ai nostri ospedali di avere finalmenteuna boccata d'ossigeno.

Perché le aziende hanno donato così tanto?

Perché fondano il proprio operato su valori che vanno al di là del mero calcolo economico. Le aziende americane hanno a cuore il nostro Paese e il contesto sociale e le comunità in cui operano, rispettano le nostre tradizioni e la nostra capacità di fare impresa. Proprio per testimoniare questo profondo senso di vicinanza, abbiamo avviato un progetto di mappatura di tutte queste iniziative, per raccogliere quantepiù informazioni possibili.


Non solo aiuti dalle multinazionali, corretto?

La macchina della solidarietà gira a pieno regime anche grazie alle innumerevoli iniziative filantropiche, come quella di Fondazione Robert Kennedy in Italia,presieduta da Kerry Kennedy, che ha messo a disposizione la propria sede di Firenze per ospitare medici e infermieri, avviando allo stesso tempo una campagna di raccolta fondi per l'emergenza che ha consentito, tra le altre, l'acquisto di un'Ambulanza anti-Covid per l'ospedale di Firenze. Anche le organizzazioni umanitarie si sono attivate: basti pensare alle attrezzature mediche messe a disposizione dalla Samaritan's Purse che hanno consentito di allestire un ospedale da campo a Cremona, oppure ai contributi dello US Charitable Trust, che ha siglato un accordo di collaborazione con la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, per sostenere gli investimenti in attrezzature e materiali sanitari. Segnali concreti, insomma, anche se non finiscono tutti sulle prime pagine dei giornali.

Ci spiega cosa sta facendo l'Amministrazione Trump?

L'attenzione mediatica sulle misure attuate è enorme.Partiamo da un presupposto: da qualche giorno, i cittadini americani possono contare sui famosi 1.200 dollari (l'Amministrazione ha stanziato 250 miliardi di dollari inassegni) erogati prontamente per immettere liquidità in un sistema fortemente sostenuto dal consumo interno. Di fatto, il CARES Act è il piano di aiuti più massiccio di sempre, con oltre 2,1 trilioni di dollari a sostegno di imprese, stati, città, ospedali,lavoratori e famiglie, oltre al rinvio per 90 giorni di 300 miliardi di dollari di tasse dovute al fisco.È inoltre di questi giorni l'approvazione da parte del Congresso di un nuovo intervento da 484 miliardi di dollari, di cui 321 saranno destinati al sostegno delle piccole e medie imprese, a testimonianza dell'attenzione del Presidente verso lo zoccolo duro dell'economia. A sorprendere, oltre alla portata delle misure, è l'immediatezza con cui sono state attuate. Per evitare che la crisi si acuisse,l'Amministrazione Trump ha accelerato al massimo per garantire, a cittadini e imprese, le risorse necessarie per affrontare questo periodo di incertezza.

 


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