Italia, Ue e Usa: la realtà dei numeri.
Ora una ripresa condivisa

Simone Crolla: «Dalle aziende statunitensi nel nostro Paese donazione di 50 milioni.
Crediamo nel nostro principale allealo»

NEWS AMCHAM

Articolo apparso sul Corriere della Sera del 15 luglio 2020 a firma di Simone Crolla, Managing Director AmCham Italy.

 

La pandemia è un'emergenza globale che ha investito oltre 200 Paesi: più di 12,5 milioni di persone hanno contratto il virus e sono 559.998 i decessi.

Da giorni l'America viene descritta come un Paese sull'orlo del precipizio. Tuttavia, per l'Italia può essere l'opportunità per rinsaldare la profonda amicizia che da sempre la lega agli Usa. Un dato spicca su tutti: 5o milioni di euro. Tanto hanno donato le aziende americane presenti nel nostro Paese. Una straordinaria generosità, possibile grazie anche all'incredibile lavoro dell'Ambasciatore Eisenberg e dell'Ambasciatore Varricchio.

Per comprendere quello che sta succedendo tra le due sponde dell'Atlantico, dobbiamo guardare ai numeri, confrontando la situazione americana con quella italiana ed europea, usando i dati elaborati dal Centers for disease control, dal ministero della Salute e dallo European centre for disease prevention and control.

I casi registrati negli Stati Uniti sono 3.171.312, lo 0,97% sul totale della popolazione, in Italia 242.827 (0,4%) e in Europa 1.578.229 (0,31% della popolazione, includendo il Regno Unito). In merito ai decessi, gli Usa ne hanno registrati 133.666, 0,04% della popolazione totale, mentre l'Italia 34.945 (0,06%) e l'Europa 179.168 (0,03%). Situazione tamponi: negli Usa a oggi se ne contano 40.787.857, il 12,43% del totale della popolazione, in Italia 5.900.552 (9,78%), mentre in Europa 43.597.211 (pari all'8,48%). Stando alla «fredda» logica dei numeri, si può trarre la conclusione che negli Usa la situazione non è poi così differente da quella italiana ed europea, sebbene in Europa si sia in una fase di coda della pandemia. La conferma di questo ci arriva guardando al rapporto tra decessi e numero di contagi: negli Usa è pari al 4,21%, in Italia a114,39%, in Europa all'n,35%. In merito alla situazione economica, si intravedono segnali di ripresa negli Usa. A giugno sono stati creati 4,8 milioni di posti di lavoro, secondo il Department of labor, l'aumento mensile maggiore della storia Usa, con un tasso di disoccupazione sceso all'n,1%.

La realtà, dunque, sembra confermare un veloce ritorno alla crescita, supportata dalle misure di stimolo - prima fra tutte il Cares Act - messe in campo dall'Amministrazione di concerto con la Fed. Per il Fondo monetario internazionale, nel 2020 l'economia statunitense dovrebbe frenare dell'8%, con un rimbalzo positivo del 4,5% nel 2021.

Numeri lontani da quelli dell'Eurozona, che nel 2020 vedrà una contrazione del Pil del 10,2% (+6% nel 2021). Capitolo Italia: calo del Pil 2020 di -12,8% e6,3% nel 2021; una situazione aggravata dal lockdown più prolungato in Ue e dal rischio di vedere cancellati, secondo le stime Ocse, tra gli 1,15 e gli 1,48 milioni di posti di lavoro. Prima del Covid gli investimenti italiani negli Usa sono cresciuti del 350% tra il 2003 e il 2018 (ultimo dato aggregato disponibile), passando da 6,9 a 31,3 miliardi di dollari. Numeri simili anche per gli Usa, presenti nel nostro Paese con 38,5 miliardi di dollari (in crescita del 66, 5% nel 2003-2018).

Dobbiamo essere incisivi per far ripartire con slancio la nostra economia. Riavvolgendo il nastro della storia di qualche decennio e ripensando ai benefici derivanti dal Piano Marshall, oggi più che mai dobbiamo volgere il nostro sguardo dall'altra parte dell'Oceano, rafforzare l'asse con gli Stati Uniti e tornare a credere nel nostro principale alleato.

 


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