Dagli Usa ingenti aiuti nella crisi, ma senza propaganda. Il futuro dell'italia? E' transatlantico

Stati Uniti: una più stretta partnership sia nazionale che europea

NEWS AMCHAM

La crisi che stiamo vivendo ci insegna che nulla sarà più come prima: nessun Paese potrà attenersi all'agenda decisa solo quattro mesi fa. Questa crisi rappresenta l'opportunità per accelerare le nostre strategie geopolitiche e rinsaldare la partnership con gli USA, sia a livello nazionale che europeo. In questa emergenza, gli Stati Uniti, ancora una volta, sono venuti in nostro aiuto e hanno mostrato la loro vicinanza e amicizia senza fare rumore, grazie all'Amministrazione Trump che, attraverso lo straordinario contributo dell'Ambasciatore Eisenberg, ha dimostrato grande solidarietà con il nostro Paese, e al fondamentale lavoro svolto dal nostro Ambasciatore negli USA, Armando Varricchio. A testimoniare questa vicinanza, anche le numerose donazioni economiche, coordinate anche da AmCham, di prodotti farmaceutici e medical devices di tutte le corporate americane. Dei 34 milioni di euro raccolti fino ad oggi, dobbiamo essere grati ad aziende quali citandone alcune senza privilegiarne nessuna - Coca Cola, McDonald's, Walgreens Boots Alliance, Mail Boxes Etc., Bank of America, BlackRock, Citibank, HPE, IBM, Micro- soft, oppure Eli Lilly, Pfizer, Gilead e Merck.


Oggi però non ci sono solo gli USA ad aiutare il nostro Paese. È evidente l'ascesa globale della Cina. Stiamo entrando in una nuova fase di contesa geopolitica, economica e strategica, dove è in gioco il controllo delle rotte commerciali, digitali e infrastrutturali che determinerà gli equilibri di potenza del XXI secolo. Tramite la nuova "Via della Seta" e il 5G, il gigante asia- tico mira a consolidare, per la prima volta nella storia, il proprio ruolo nello scacchiere internazionale e la propria presenza territoriale, riunendo popoli estranei alla maggio- ranza Han (Xinjiang e Tibet) e sciogliendo i nodi di Hong Kong e Taiwan. Gli USA ne sono consapevoli, tanto che il 1° maggio è stato firmato un Ordine Esecutivo ("Securing the United States Bulk-Power System") che consente al Department of Energy di prendere decisioni anche, sulla difesa da cyber attacchi. Sul fronte interno, la situazione non è semplice: per far fronte all'emergenza, il Presidente Trump ha invocato il Defense Production Act una legge federale, introdotta nel 1950 durante la guerra di Corea, che autorizza il governo alla mobilitazione dell'industria (Ford e GM in primis, in questo caso) per la produzione e il rifornimento di beni essenziali.


A novembre ci saranno le elezioni più importanti degli ultimi anni. Il Presidente ha già cominciato a presentarsi agli occhi degli elettori come il difensore dell'America e il fatto che la Cina non brilli per trasparenza e abbia probabilmente delle responsabilità gravi nella gestione della pandemia, aiuta indubbiamente nella strategia. La situazione non è semplice, con un tasso di disoccupazione schizzato al 14,7% (a febbraio era appena al 3,5%, il livello più basso dell'ultimo mezzo secolo). Tuttavia, oltre 30 Stati hanno già riaperto, 9 non hanno mai chiuso. Il programma "Opening Up America Again" mostra la stretta collaborazione tra Governo centrale, quello dei singoli Stati e mondo pri- vato. Questi sforzi sembrano premiare la strategia del Presi- dente, che torna a crescere nei sondaggi sulla gestione della crisi (Ipsos, +1% sulla scorsa settimana).


In questo contesto, l'Italia riveste una posizione geopolitica strategica. Ricordiamo che solo un anno fa veniva siglato a Roma il Memorandum of Understanding con la Cina sulla nuova "Via della Seta", recentemente rinominata "Via della Salute" da Xi Jinping. Bisogna guardare con attenzione alla sua campagna di aiuti, uno strumento di soft power che mira a presentare la Cina come un'alternati- va migliore agli USA e a influenzare l'opinione pubblica italiana (riuscendoci, secondo un recente sondaggio di Swg: il 36% degli italiani spera in un'alleanza con la Cina, con- tro il 30% a favore degli USA). Oggi più che mai è necessario rafforzare l'asse con gli USA, legame che è alla base della nostra storia recente. È infat- ti di martedì la notizia che la Commissione Europea, per tramite del Commissario al Commercio Hogan, abbia in- viato una lettera lo scorso 30 aprile allo US Trade Repre- sentative Lighthizer nella qua- le auspica di poter lavorare su una "transatlantic agenda for recovery", con l'obiettivo di riprendere le negoziazioni per raggiungere un accordo economico e commerciale tra USA e UE. Con orgoglio sot- tolineo come AmCham Italy sia stata la prima Organizzazione a chiedere una rinegoziazione tra le parti, con un apposito manifesto, "United We Stand", e a ribadire l'im- portanza del rapporto transat- lantico.
Questa deve essere la volta buona, perché a Oriente si sta lavorando alacremente alla finalizzazione del Regional Comprehensive Economic Partnership, accordo commer- ciale che rafforzerebbe molto il peso dell'economia asiatica in ambito globale. Come Italia, come Europa e come asse transatlantico abbiamo l'opportunità di poterci rilancia- re sfruttando l'occasione che COVID-19 ci ha purtroppo fornito. Sprecarla non sarebbe solo un peccato, ma un atto di irresponsabilità nei confronti delle future generazioni.

 

Articolo di Simone Crolla, Managing Director AmCham Italy, comparso sul numero di giugno del mensile "Avanti!" 


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