AmCham, Crolla: "Commercio transatlantico in aumento, al centro settori manufatturieri. Verso una Camera con due nodi centrali: Milano e New York"

Simone Crolla, Managing Director di AmCham: "La Camera di Commercio Americana ha aperto una propria sede in quasi tutte le regioni d’Italia. Il prossimo passo sarà rappresentare l’asse transatlantico sia di inbound che di outbound". L'intervista a Il Giornale d'Italia.

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"I rapporti tra l'Italia e gli Stati Uniti stanno evolvendo bene e secondo dei piani predefiniti all'interno dell'alleanza transatlantica, di cui l'Italia è uno dei primissimi interpreti. L'andamento è positivo grazie anche alla leadership del presidente Mario Draghi: in questo momento c'è tanta autorevolezza e capacità di persuasione degli alleati europei nel seguire le linee di indirizzo della politica americana, sia verso la guerra, che verso la situazione del commercio transatlantico. Nonostante la grave situazione di crisi, l'attività commerciale sull'asse transatlantico è molto florida in questo momento e sta incrementando."

Come AmCham, quali sono i fatti più rilevanti che state notando?

"Nonostante le incertezze come il caro energia, i tanti aumenti e il problema deflattivo all'orizzonte, notiamo che gli investimenti transatlantici dall'Italia agli Stati Uniti stanno aumentando insieme alla capacità di alfabetizzazione al business.

Stiamo accompagnando molte delegazioni di imprenditori del nostro paese a cogliere opportunità in settori che non sono tipicamente italiani - quindi che esulano dalle tre F -, ma anche in quelli manufatturieri che in questo momento trovano grande attenzione negli USA. Notiamo una crescita dell'interscambio commerciale e anche degli investimenti diretti.

Non è più una richiesta che proviene da nord Italia, ma tutta la filiera nei vari settori da nord a sud comincia a cogliere opportunità che fino ad oggi erano assenti. Gli investimenti stanno andando molto bene, la politica è allineata e questo aiuta: il sistema Paese, infatti, deve fare quadrato attorno alle proprie aziende e portarle fino alla destinazione finale. In questo momento, il mercato americano è considerato safe, con i nostri stessi valori e standard, quindi un mercato con il quale si può dialogare in maniera proficua ed efficiente."

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